Sindacato Coina, 'infermieri costretti a fare gli Oss per carenza di personale'
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Sindacato
Coina, 'infermieri costretti a fare gli Oss per carenza di personale'
Quasi il 95% degli addetti svolge almeno un tipo di attività non
infermieristica (ANSA) - ROMA, 25 AGO - Il 94,5% degli infermieri svolge
almeno un tipo di attività non infermieristica, soprattutto di
carattere amministrativo e ausiliario. Inoltre, fino al 32,6%
dell'attività lavorativa di questi professionisti sanitari viene
assorbito da mansioni amministrative, logistiche, ausiliarie e comunque
estranee o non proprie del patrimonio professionale dell'infermiere.
Sono alcuni dei dati rilanciati da Coina, il sindacato delle professioni
sanitarie, che denuncia un vero e proprio demansionamento strutturale
degli infermieri, alla luce della recente sentenza del tribunale di
Reggio Calabria, che ha riconosciuto il demansionamento di un'infermiera
dell'Asp costretta per anni, a causa della carenza di personale di
supporto, a svolgere quotidianamente attività proprie degli Oss
(operatori socio-sanitari). Una pronuncia che per il Coina non
rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un orientamento
giurisprudenziale ormai sempre più definito e riporta al centro un
problema strutturale del Servizio sanitario nazionale: l'utilizzo
improprio degli infermieri per compensare carenze di OSS, ausiliari,
amministrativi e altre figure di supporto. "Non possiamo chiamare
emergenza ciò che accade ogni giorno per mesi o per anni - afferma Marco
Ceccarelli, segretario nazionale del Coina -. Se mancano gli Oss e
l'azienda decide sistematicamente che saranno gli infermieri a
sostituirli, il problema non è più la disponibilità del singolo
professionista: è un modello organizzativo sbagliato, che impoverisce la
professione infermieristica e sottrae tempo all'assistenza
qualificata". Con una carenza strutturale di infermieri e circa 80mila
professionisti potenzialmente in uscita per pensionamento nel periodo
2026-2035, per Ceccarelli "ogni ora di lavoro qualificato sprecata
rappresenta un danno organizzativo" e "non possiamo lamentare che gli
infermieri siano pochi e contemporaneamente impiegarli come tappabuchi
universali delle carenze del sistema". (ANSA).

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