Translate

lunedì 21 settembre 2026

PORTI. NO ARMI ATTRAVERSO RAVENNA, USB CONVOCA ASSEMBLEA PUBBLICA

 



PORTI. NO ARMI ATTRAVERSO RAVENNA, USB CONVOCA ASSEMBLEA PUBBLICA

Posta in arrivo

Osservatorio Geopolitico

16:35 (56 minuti fa)
a me
DIR1241 3 POL 0 RR1 R/INT /TXT PORTI. NO ARMI ATTRAVERSO RAVENNA, USB CONVOCA ASSEMBLEA PUBBLICA DOMANI ALLE 18 IN LARGO FIRENZE (DIRE) Ravenna, 21 set. - Un'assemblea pubblica per dire no al traffico di armi attraverso il porto di Ravenna. La convoca per le 18 di domani, martedì 22 settembre, alla sala Ragazzini in largo Firenze a Ravenna, il sindacato Usb Emilia-Romagna, dopo che l'Avvocatura dello Stato, difendendo l'Agenzia delle dogane davanti al Consiglio di Stato, ha confermato come il Candiano sia uno scalo di "rilevanza militare tale da giustificare il segreto sui traffici d'armi che vi transitano". Ad avviare la battaglia legale sono stati la giornalista Linda Maggiori e l'avvocato Andrea Maestri, ex parlamentare e consigliere comunale a Ravenna anche per il Partito democratico, dopo che l'Agenzia delle dogane le ha negato l'accesso ai dati sul transito di materiali d'armamento. Il Tar regionale, lo scorso luglio, ha riconosciuto il diritto di conoscere almeno le quantità di armi movimentate, ma lo Stato, segnala Usb, ha scelto di fare ricorso e di invocare il segreto militare su un porto commerciale. Paradossalmente accendendo su Ravenna "i riflettori come mai prima". Infatti, "da oggi nessuno può più far finta di non sapere che dal porto passano armi, verso i territori di guerra del Medioriente". In barba alla legge 185 del 1990 che vieta l'esportazione di materiale d'armamento verso paesi in stato di conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. In attesa dello sciopero internazionale del 30 ottobre dei porti contro il traffico di armi, l'Usb convoca dunque un'assemblea a Ravenna nel giorno in cui ricorre l'anniversario del primo sciopero dello scorso anno per la Palestina e rivolge un appello ai portuali ravennati: "Le due battaglie, quella contro la guerra e quella per la dignità del lavoro nei nostri porti, sono la stessa battaglia. Ravenna è un porto civile. Vogliamo che lo resti". (Som/ Dire) 13:45 21-09-26  

Nessun commento:

Posta un commento