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giovedì 12 marzo 2026

- Spagna, 40 anni dopo ingresso in Nato il dibattito resta aperto









Spagna, 40 anni dopo ingresso in Nato il dibattito resta aperto Per pressioni di Trump per la spesa al 5% del Pil. Sondaggi e partiti divisi su Alleanza (ANSA) - MADRID, 12 MAR - Quando si compiono 40 anni dal referendum che sancì l'ingresso della Spagna nella Nato e divise il Paese, il dibattito sull'appartanenza all'Alleanza Atlantica resta vivo e torna al centro della politica, nel momento di forte tensione con Washington sul tema delle spese militari. Il 12 marzo 1986 gli spagnoli votarono per entrare nell'Alleanza con il 56,9% dei consensi. Oggi il confronto si è riacceso per le pressioni degli Stati Uniti perché Madrid porti il budget della difesa al 5% del Pil concordato in ambito Nato, sostenuto da gran parte degli alleati, ma respinto dal governo guidato da Pedro Sanchez. Le tensioni, con le ripetute minacce di Donald Trump di sospendere gli scambi commerciali con Madrid, definito 'partner terribile", sono andate in crescendo, anche per la scelta del governo iberico di non autorizzare l'uso delle basi militari di Rota e Moron, in Andalusia, per l'operazione 'Epic Fury' contro l'Iran. I sondaggi mostrano che l'opinione pubblica spagnola, seppure prudente, sostiene la posizione dell'esecutivo progressista guidato da Pedro Sanchez: secondo il barometro del Centro di Ricerche Sociologiche del Cis dello scorso luglio, il 54,9% sostiene la posizione del governo e il 57,5% ritiene che Madrid non debba accettare le richieste di Washington. Il 72,8% ritiene inoltre che portare la spesa al 5%del Pil comporterebbe forti aumenti di tasse e tagli al welfare. In pratica, equivarrebbe a raddoppiare il 2% del Pil raggiunto dalla Spagna per la prima volta nel 2025 in spesa militare, con circa 33,1 miliardi di euro, quasi il triplo rispetto ai circa 11 miliardi del 2018. Tuttavia, l'esecutivo ritiene che il contributo alla Nato non si misuri solo in termini di spesa, ma anche nelle capacità militari, nella partecipazione alle missioni militari internazionali e nel ruolo strategico delle basi sul territorio. Sul piano politico, il governo socialista difende la permanenza nella Nato, ma con limiti alla spesa e alle operazioni militari. Alla sinistra del Psoe, gli alleati come Sumar, Izquierda Unida e Podemos mantengono posizioni critiche verso l'alleanza e chiedono una politica di sicurezza più autonoma e meno legata agli Stati Uniti. Podemos, in particolare, assieme alle forze nazionaliste e indipendentiste - come Erc, Eh Bildu e Bng - ha sollecitato l'uscita dall'Alleanza Atlantica, eredità anche del forte movimento pacifista degli anni Ottanta. (ANSA). 

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