== Revelli, 'sarò in piazza a Torino, la repressione alimenta tensione sociale'
'Da ministero dell'Interno gestione sconsiderata dell'ordine pubblico'
(ANSA) - ROMA, 31 GEN - "Questa situazione che viene
considerata allarmante è il prodotto della gestione sconsiderata
dell'ordine pubblico da parte del ministero dell'Interno e delle
autorità locali preposte". A dirlo in un'intervista a La Stampa
è il politologo Marco Revelli che fa sapere: "Sarò in piazza"
per il corteo contro lo sgombero di Askatasuna, a Torino. "Vanno
costruiti dei ponti che invece sono stati dinamitati da un
governo che si comporta come le parti più estremiste dei
manifestanti", dice. Parlando dello sgombero, "per allontanare da lì sei ragazzi e
due gatti hanno creato una situazione per cui sono stati
distrutti tutti i canali di comunicazione fra città e gruppi
giovanili, a cominciare da Askatasuna. Con un colpo di polizia
hanno vanificato un patto che poteva portare a soluzioni
interessanti, dando seguito ad un atteggiamento del governo che
preferisce sempre e comunque lo scontro". Revelli si augura che non ci siano incidenti, "altrimenti i
manifestanti si presterebbero al disegno di chi vuole cancellare
il dissenso - osserva - Spero che la giornata si concluda senza
manganelli, lacrimogeni e cassonetti incendiati". Quanto ancora
allo sgombero di Askatasuna e all'intervento delle forze
dell'ordine, "è stata un'esibizione muscolare sproporzionata
rispetto al problema, non erano necessari 500 agenti, gli
idranti e il blocco delle strade". Sulla chiusura dell'ateneo
dopo tre giorni di occupazione, "l'università dev'essere uno
spazio libero, se non vengono commessi reati o provocati danni.
Chiuderla è un gravissimo errore, perché significa togliersi
dall'arena del confronto". Per Revelli, "la mobilitazione è ampiamente condivisibile per
cercare di mantenere aperti spazi di dissenso contro una
gestione del mondo che ci porta al disastro, con l'assenso delle
figure di potere". (ANSA).
31/01/2026 09:57
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