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mercoledì 11 marzo 2026

R. STAMPA / CISGIORDANIA, OLMERT: IN CORSO CRIMINALE OPERAZIONE DI PULIZIA ETNICA

9CO1776623 4 EST ITA R01 R. STAMPA / CISGIORDANIA, OLMERT: IN CORSO CRIMINALE OPERAZIONE DI PULIZIA ETNICA (9Colonne) Roma, 11 mar - "È in corso una violenta e criminale operazione di pulizia etnica nei territori della Cisgiordania, bande di coloni armati perseguitano, feriscono e uccidono i palestinesi che vivono lì, le violenze includono l'incendio di uliveti, case e automobili, irruzioni nelle abitazioni, i rivoltosi, i terroristi ebrei, assalgono i palestinesi con odio e violenza con un unico obiettivo: costringerli a fuggire dalle loro case". Lo afferma, in una intervista a L'Unità, l'ex premier israeliano Ehud Olmert, leader storico del Likud, denunciando una deriva senza precedenti: "Gli agenti di polizia e i soldati chiudono gli occhi su tutto questo, parliamo di centinaia di giovani violenti che non potrebbero rivoltarsi senza essere stati armati su iniziativa e sotto l'ispirazione del ministro della Sicurezza nazionale Ben-Gvir, in altre parole una milizia opera in Cisgiordania con il sostegno, l'appoggio e l'aiuto dei funzionari del governo israeliano e anche la polizia è fonte di ispirazione per i terroristi ebrei". Secondo Olmert, il silenzio della popolazione ebraica nei territori è complice poiché "questi giovani sembrano rappresentare la loro volontà, le loro aspirazioni e la loro speranza di poter un giorno liberarsi dei loro vicini palestinesi, in assenza di una naturale risposta interna si può solo sperare che la comunità internazionale adotti misure diplomatiche per costringere il governo a fermare i crimini contro l'umanità commessi sotto la sua protezione", "dovremmo avviare immediatamente i negoziati su una soluzione a due Stati, su una soluzione politica, se qualcuno al mondo conosce una soluzione diversa me lo faccia sapere perché non ci sono alternative, l'alternativa è solo altro sangue e altri combattimenti". Sul fronte bellico contro l'Iran, l'ex primo ministro precisa che "quella in atto è una guerra americana, nessuno è sceso in guerra per salvare Israele e Trump è stato molto chiaro a riguardo, non credo che nemmeno un massiccio attacco cambierà il regime perché qualsiasi cambiamento in Iran dovrebbe avvenire dall'interno e spero possa accadere senza che un numero massiccio di cittadini venga ucciso" e sottolinea che "un po' più di flessibilità per un accordo nucleare avrebbe potuto significare che le cose sarebbero andate diversamente, ritengo che più sanzioni mirate ai vertici del regime e meno bombe avrebbe potuto essere la strada giusta". (redm) 110853 MAR 26  

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