Solidarietà a Francesca Albanese, contro la macchina del fango dei complici del sionismo
Il referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale
sulla giustizia varata dal governo Meloni è diventato una sfida politica
e…
|
Solidarietà a Francesca Albanese, contro la macchina del fango dei complici del sionismo
|
La campagna contro Francesca Albanese
rappresenta un passaggio grave nel tentativo di colpire chi esercita un
mandato indipendente delle Nazioni Unite. Le sue parole sono
pubbliche e verificabili. Eppure vengono isolate, ricomposte,
reinterpretate per costruire un’accusa che non regge a una lettura
integrale del suo intervento. Non siamo di fronte a un confronto nel
merito del diritto internazionale, ma ad una macchina del fango
ignobile. L’accusa di antisemitismo viene evocata come etichetta automatica contro chi denuncia le responsabilità del governo israeliano. È
uno schema che serve a spostare il terreno della discussione: dalla
valutazione giuridica dei fatti alla scomunica morale di chi li
denuncia. USB afferma con chiarezza che quanto sta avvenendo a Gaza configura un genocidio. Le
azioni del governo di Benjamin Netanyahu, sostenute militarmente e
politicamente da potenze occidentali, stanno producendo distruzione
sistematica, annientamento della popolazione civile e cancellazione
materiale di un popolo dalla propria terra. Questo è il nodo politico e
giuridico che si tenta di oscurare colpendo chi lo nomina. Qui non è
in discussione un’opinione personale, ma l’autonomia di un mandato ONU.
Se un Relatore Speciale può essere messo sotto attacco per aver
esercitato il proprio ruolo di monitoraggio e denuncia, il segnale che
si manda è chiaro: chi richiama al rispetto del diritto deve farlo entro
limiti dettati dagli equilibri geopolitici, non dalla legalità
internazionale. USB respinge questa operazione. Difendere
Francesca Albanese significa difendere l’indipendenza degli strumenti
internazionali di tutela dei diritti umani e il diritto di chiamare le
cose con il loro nome. Chiedere le sue dimissioni sulla base di
ricostruzioni false e manipolate non rafforza la credibilità delle
istituzioni internazionali. La indebolisce. USB esprime piena
solidarietà a Francesca Albanese e ribadisce che la denuncia del
genocidio in corso non può essere messa a tacere attraverso campagne di
delegittimazione.
|
Per Contatto Ufficio Stampa USB:
+39 345 671 2454
Se hai ricevuto questa e-mail per errore, rispondici e ti rimuoveremo da eventuali ulteriori invii.
|
Nessun commento:
Posta un commento