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sabato 14 febbraio 2026

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06976 presentato da CASU Andrea testo di Lunedì 9 febbraio 2026, seduta n. 611   CASU, BARBAGALLO e GHIO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: il 31 gennaio 2026 il governo ha notificato a Bruxelles la bozza di decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sull'omologazione degli autovelox. In realtà un testo era già stato notificato nel marzo 2025, all'esito del lavoro di un tavolo tecnico con tutti gli attori coinvolti (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Anci, Ministero dell'interno e Ministero delle imprese e del made in Italy) che aveva predisposto uno schema di decreto per fornire criteri chiari e univoci sui requisisti tecnici di omologazione che gli autovelox devono soddisfare, ma venne ritirato, dopo le polemiche, per «ulteriori approfondimenti»;

 

       ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA   4/06976

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 19
Seduta di annuncio: 611 del 09/02/2026

Firmatari
Primo firmatario: CASU ANDREA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA
Data firma: 09/02/2026
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
BARBAGALLO ANTHONY EMANUELEPARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA09/02/2026
GHIO VALENTINAPARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA09/02/2026


Destinatari
Ministero destinatario:
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI delegato in data 09/02/2026
Stato iter:
IN CORSO
presentato da
CASU Andrea
testo di
Lunedì 9 febbraio 2026, seduta n. 611

  CASU, BARBAGALLO e GHIO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il 31 gennaio 2026 il governo ha notificato a Bruxelles la bozza di decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sull'omologazione degli autovelox. In realtà un testo era già stato notificato nel marzo 2025, all'esito del lavoro di un tavolo tecnico con tutti gli attori coinvolti (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Anci, Ministero dell'interno e Ministero delle imprese e del made in Italy) che aveva predisposto uno schema di decreto per fornire criteri chiari e univoci sui requisisti tecnici di omologazione che gli autovelox devono soddisfare, ma venne ritirato, dopo le polemiche, per «ulteriori approfondimenti»;

nel disegno di legge di modifica del Codice della strada, poi divenuto la legge n. 177 del 2024, era stato altresì prevista l'equiparazione tra le procedure di omologazione e quelle di approvazione degli autovelox, risolvendo ex lege la questione e il contenzioso in atto; anche in questo caso c'è stato ripensamento da parte del Governo e la disposizione è stata poi soppressa nel corso dell'esame parlamentare;

al ritiro della proposta di decreto del marzo 2025 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predispone un censimento nazionale degli autovelox dal quale emerge che nessuno è omologato, anche perché non esiste una procedura ministeriale di omologazione, e che i dispositivi caricati sulla piattaforma dalle forze dell'ordine sono regolarmente approvati;

in tale contesto si inseriscono gli interventi della Corte di Cassazione che, con ordinanza n. 10505 del 2024, ha ribadito la nullità delle sanzioni elevate mediante apparecchi approvati ma non omologati e con ordinanza n. 26521 del 2025 ha sottolineato come per legittimare le multe per eccesso di velocità sia indispensabile che l'autovelox sia omologato e non solo approvato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

la bozza di decreto inviata il 31 gennaio 2026 prevederebbe un meccanismo di «sanatoria» automatica per un numero limitato di modelli già approvati mentre tutti gli altri dispositivi dovrebbero essere disattivati e sottoposti a una procedura di omologazione;

secondo i dati del Ministero stesso, su 3.873 dispositivi oggi censiti sulla piattaforma digitale, solo poco più di 1.000 risulterebbero conformi ai criteri della bozza di decreto, con la conseguenza che circa tre autovelox su quattro dovrebbero essere spenti;

tale circostanza genera preoccupazione nei comuni perché di fatto non esiste al momento nessuna procedura disciplinata da normativa per omologare le attrezzature di misurazione e tale situazione si scarica interamente sui comuni che sono in stallo a causa di tale incertezza normativa;

nelle more dell'emanazione del decreto, dell'eventuale superamento delle osservazioni dell'Unione europea e dell'attivazione delle procedure di omologazione, permane una situazione di grave incertezza giuridica che incide sulla legittimità delle sanzioni, sulla sicurezza stradale, sulla tutela dei cittadini e sulla credibilità delle istituzioni –:

se sia intenzione del Ministro interrogato riproporre l'equiparazione tra le procedure di omologazione e quelle di approvazione degli autovelox;

quale sia il regime giuridico applicabile ai dispositivi di rilevamento della velocità attualmente in uso, nelle more dell'emanazione del decreto e del completamento delle procedure di omologazione;

quali indicazioni siano state fornite o si intendano fornire a enti locali, prefetture e organi di polizia stradale per evitare l'adozione di sanzioni destinate a essere annullate e il conseguente aggravio di contenzioso;

se non ritenga necessario attivare con urgenza un tavolo di confronto istituzionale con enti locali, forze di polizia e associazioni rappresentative, al fine di garantire certezza del diritto, tutela dei cittadini e salvaguardia delle finanze pubbliche, evitando ulteriori profili di responsabilità amministrativa e contabile.
(4-06976)

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione) :

metrologia

procedura disciplinare

omologazione

professioni tecniche

censimento

codice della strada

denominazione di origine

economia pubblica

satellite

sicurezza stradale

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