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sabato 14 febbraio 2026

Licenziato dopo le ricerche sui pesticidi, 'lasciato solo con le pressioni' Era all'istituto Ramazzini, lo studio sul cancro e il glifosato

 


Licenziato dopo le ricerche sui pesticidi, 'lasciato solo con le pressioni' Era all'istituto Ramazzini, lo studio sul cancro e il glifosato (ANSA) - BOLOGNA, 14 FEB - "In questi anni sono stato profilato, diffamato e attaccato a ogni livello possibile. Le pressioni sono state enormi. Il momento richiedeva il massimo della protezione possibile nei confronti miei e del gruppo di ricerca perché c'erano state avvisaglie. C'era la percezione di una crescente pressione, il clima era meno tollerante rispetto alle nostre ricerche precedenti, come peraltro riscontrato anche da ricercatori e sindacati". Lo dice al Corriere di Bologna OMISSIS OMISSIS, che fino a pochi mesi fa coordinava il Global Glyphosate Study, la ricerca che ha messo in relazione l'aumento dei tumori nei ratti e l'erbicida da tempo al centro di battaglie, anche giudiziarie negli Usa, per i suoi presunti effetti cancerogeni. Dopo il licenziamento da direttore del centro di ricerca dell'Istituto Ramazzini di Bologna, in suo sostegno si sono schierati dipendenti, sindacati e il comitato scientifico internazionale dell'istituto. La coop sociale associata a Legacoop, scrive il quotidiano, si è invece difesa parlando di riorganizzazione: "L'autonomia gestionale della cooperativa è assicurata ed è sempre stata rispettata". OMISSIS, nell'intervista, dice anche che ogni volta che viene pubblicato uno studio sugli effetti avversi "i produttori o le lobby reagiscono. Gli attacchi sono tanto più bruschi quanto sono più grandi gli interessi in gioco. Io faccio questo lavoro da 15 anni, non avevo mai visto nulla di simile". La risoluzione del rapporto, spiega, "è stata decisa dall'Istituto. Dopodiché, grazie all'aiuto dei miei avvocati Bruno OMISSIS e Giulio OMISSIS, abbiamo potuto solo definire i dettagli del percorso. Di fronte ad una decisione già presa dai vertici dell'Istituto non ho potuto fare altro che prenderne atto". (ANSA).


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